I beni demaniali, come la maggior parte del patrimonio pubblico, sono sfuggiti sempre ad unโ€™attenta disciplina legislativa da parte della politica, come se questi beni appartenessero ad una categoria di interessi poco apprezzati. Invece i beni demaniali, di proprietร  pubblica, costituiscono, specialmente per i comuni costieri, una importante risorsa ed occasione politica per sviluppare una rete di favori e di affari, che sโ€™intrecciano nel filone dellโ€™economia locale. Occasione utile che produce poi effetti anche nelle tornate elettorali. I beni demaniali marittimi, in particolare, sono la categoria piรน appetitosa perchรฉ producono reddito sicuro a costi irrisori. Ricchezza pubblica, che tra lโ€™altro sfugge alle regole della concorrenza. In questi giorni sulla stampa corrono le notizie piรน controverse sul tema delle concessioni demaniali, per la scadenza dei termini di validitร  e per il grande rumore che si sta diffondendo in seguito alle decisioni delle Supreme Corti nazionali ed Europea. Si รจ svegliato tutto il mondo economico-finanziario che ruota intorno al grande affare. Tutti a sostenere la necessitร  di lasciare le cose come stanno, usando come ricatto la miccia dei lavoratori stagionali del settore. La Legge e Il diritto sono โ€œmessi allโ€™angoloโ€ da un ricatto che dura da oltre 40 anni. Lโ€™istituto della concessione demaniale marittima, attraverso la normativa del Codice della Navigazione, sempre per una certa e superata cultura, รจ rimasto ancorato ad un sistema gestito apparentemente dallo Stato. Con il trasferimento delle funzioni amministrative agli Enti territoriali la materia รจ divenuta di competenza dei Comuni e delle Regioni. Da questo momento il problema รจ divenuto una patata bollente per i predetti Enti. Poichรฉ sulla durata delle concessioni lo Stato italiano non ha trovato una soluzione definitiva, lโ€™istituto รฉ finito nellโ€™ imbroglio giuridico delle scadenze, prorogate fino al 31.12.2020, nonostante i richiami della stessa Corte di Giustizia Europea. Con la legge 145/2018 la validitร  delle concessioni รจ stata estesa al 31.12 2033, nonostante che il Consiglio Stato e la Corte Eu avessero dichiarato la illegittimitร  della precedente proroga. La Giustizia dice che non si puรฒ fare, la Politica spinta dai forti interessi di categoria sfida il diritto e si muove in senso contrario. รˆ di questi giorni la notizia che l'Europa, confermando la propria posizione in merito, ha avviato la procedura di infrazione nei confronti dellโ€™Italia. Procedura che porterร  a costi su tutti i cittadini italiani. รˆ doverosa una precisazione per evitare di confondere i cittadini. La Corte di Giustizia Europea, con sentenza del 14 luglio 2020 ha stabilito che la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali vigenti per le attivitร  turistico โ€“ ricreative (in assenza di qualsiasi procedura di selezione), รจ in contrasto con la disciplina specifica prevista dallโ€™art. 12, comma 2 della Direttiva n. 2006/123/CE (c.d. โ€œBolkensteinโ€) del Parlamento europeo e del Consiglio. La predetta normativa esclude espressamente il rinnovo automatico delle autorizzazioni (nelle quali sono state ricomprese le concessioni marittime). Principio confermato dalla giurisprudenza amministrativa italiana (C.d.s., sez. VI, n. 2890/2019), e da ultimo sentenza n. 7874 del 18 novembre 2019, che ha sancito, in via generale, lโ€™illegittimitร  della normativa sulle proroghe ex lege della scadenza delle concessioni demaniali, in quanto equivalenti ad un rinnovo automatico, contrastante con la procedura obbligatoria di selezione. Deriva, pertanto, lโ€™illegittimitร  della normativa nazionale di cui alla l. 145/2019 che parla di generica proroga automatica delle concessioni demaniali fino al 2033. Problema di severa responsabilitร  per le amministrazioni pubbliche per gli effetti che incideranno nella sfera dei diritti dei cittadini ed in quella degli interessi delle categorie coinvolte. A noi interessa lโ€™altro aspetto della questione, molto piรน importante, riguardante il contenuto del provvedimento di concessione emanato dagli Enti territoriali e locali. Il Provvedimento รจ lโ€™esplicitazione delle modalitร  di gestione nellโ€™uso dellโ€™area pubblica demaniale assegnata, delle disposizioni per la realizzazione dei manufatti e delle opere di pertinenza, di tenuta di tutto lโ€™impianto, adempimenti e prescrizioni a salvaguardia degli interessi pubblici. Non lascia dubbi la normativa in materia di permessi e concessioni urbanistico-ambientali, essendo questa riservata alla esclusiva competenza dei Comuni. I comuni infatti nel rispetto delle leggi vigenti in materia possono regolamentare gli interventi con una specificazione di dettaglio sia dei manufatti che dei materiali, coerentemente con lโ€™ambiente. Ciรฒ al fine di evitare comportamenti discrezionali di forte impatto urbanistico, attivitร  messa al bando dalle leggi di riforma dellโ€™Ordinamento degli Enti locali. Le attivitร  della P.A infatti devono conformarsi alle leggi in materia, ai principi di cui allโ€™art. 97 Cost. (buon andamento e imparzialitร ), e alla specifica legge 241/90 sul procedimento amministrativo e sulla trasparenza. Osserviamo lungo i confini del demanio marittimo e nella sabbia, mostruose colate di cemento e manufatti di elevato impatto ambientale che lasciano il dubbio sulla legittimitร  delle autorizzazioni e sul corretto uso di spazi pubblici. Non va trascurato altro aspetto della problematica, che in alcune zone dei litorali campani costituisce aperta sfida alle leggi di divieto. Per decine e forse centinaia di metri sono stati costruiti muri di recinzione e cancelli che sono una vera e propria rapina al diritto pubblico. Le predette opere appaiono una prepotente convinzione che lo spazio chiuso รจ di natura privata, cancellandone la condizione giuridica del diritto di accesso e di godimento pubblico del bene dal cittadino. Lo spazio cosรฌ recintato e chiuso sfugge al controllo dellโ€™Ente titolato e ai poteri della polizia locale. La Regione Campania ha preferito fino ad oggi mantenere il riserbo fino allo scioglimento della questione interpretativa dei termini di validitร . Il cittadino ha unโ€™altra visione e concezione dei beni pubblici.